Trekking dei Cuori Blu

Trekking alla scoperta di tre meravigliosi laghetti alpini incastonati come zaffiri in conche di rara bellezza

Un trekking ad anello — con partenza e rientro dal Rifugio Vivione (i cui gestori hanno creato questo percorso) — alla scoperta dei meravigliosi laghetti alpini a forma di cuore incastonati come zaffiri in conche di rara bellezza.

INDICAZIONI DEL PERCORSO

Dal Passo del Vivione, dove a 1828 metri sorge l’omonimo Rifugio, si imbocca la mulattiera con segnavia CAI 416, che proprio in partenza si accosta a uno specchio d’acqua nel quale si può ammirare un’alga rara, la Coltellaccio natante.
Scavalcato un dosso erboso, si scende in direzione Nord fino ad attraversare il Torrente Valbona. Oltrepassata la Baita Gaffione, la mulattiera sale con una certa pendenza e, dopo aver toccato una piccola baita, raggiunge il laghetto di Valbona (2055 metri), un cuore blu d’acqua naturale che riflette cielo e montagne.
Lasciata qui la mulattiera costruita dai militari al tempo della Grande Guerra, si imbocca sulla sinistra il sentiero con segnavia CAI 415/A che, lungo un deciso pendio porta a una selletta posta a 2233 metri di quota, sullo spartiacque tra la Valbona e la Val Asinina.
Dopo essersi goduti il superbo panorama, seguendo un ripido sentiero , tra sfasciumi e magri pascoli, si scende verso il lago della Val Asinina, un altro cuore blu a 2140 metri di altitudine. Poco più sotto il suo “satellite”, incastonato come uno zaffiro, in una conca di rara bellezza.
Il sentiero 415/A scende ancora costeggiando un torrentello, che scorre tra rocce e pascoli, fino a giungere ai tre Laghetti delle Valli (1979 metri), di origine glaciale con acque azzurre e purissime.
Raggiunta un’ampia sella poco più a valle, sulla sinistra si imbocca il sentiero CAI 415 che porta alla Baita Gaffione. La si lascia alle spalle e, ripercorrendo un tratto della mulattiera CAI 416, si ritorna al Rifugio Vivione.

Tempo di percorrenza: 2 ore e 50 minuti

FLORA & FAUNA LUNGO IL PERCORSO

La flora che si può ammirare lungo il percorso è quella tipica che vive in ambiente siliceo, a quote medio-alte. Da queste dipende anche il periodo di fioritura.
Tra i fiori che si possono notare nei pressi di alcune torbiere al Passo del Vivione e nella Valle Asinina ricordiamo gli Eriofori; sui pendii del monte, innumerevoli cespugli di Rododendro che, con le loro fioriture, accendono di rosso il verde dei pascoli. Non mancano i Gigli martagone, e così come le Stelle alpine. Camminando lungo questo itinerario si possono inoltre ammirare i fiori gialli, punteggiati di marrone, della Genziana.

La fauna è quella tipica della media e dell’alta montagna. Lungo l’itinerario ci si può imbattere nell’elegante e agile camoscio o nella simpatica marmotta che scava profonde tane nel terreno. Non mancano le volpi, la lepre comune e, nelle zone più elevate, la lepre bianca e l’ermellino. Numerose sono le specie di uccelli che si possono ammirare camminando: il gallo forcello, la cuturnice e la pernice bianca. Non è raro poter ammirare le evoluzioni dell’aquila reale.