La valle del Vò

La Cascata del Vò è una delle principali mete estive della Val di Scalve. In circa mezz’ora si raggiunge una splendida cascata formata dall’omonimo torrente: un salto di 25 metri immerso nel verde dei boschi circostanti.

Punto di partenza:

La Valle del Vò si apre poco prima dell’abitato di Schilpario, nei pressi della piccola frazione di Ronco, tra il Monte Bognaviso (2287 m s.l.m.) e il Pizzo Tornello (2687 m s.l.m.); sul fondo scorre il torrente Vò, che dà il nome all’intera valle. L’escursione parte proprio all’inizio della Valle del Vò, nei pressi dell’ampio parcheggio situato QUI.
Durante il periodo estivo, il parcheggio in zona Vò è a pagamento tramite gratta e sosta. Per maggiori informazioni CLICCA QUI

Percorso:

Il sentiero che conduce alla cascata è ampio, ben tenuto e ben segnalato. È facile e quindi adatto anche alle famiglie con bambini.
Una volta parcheggiato negli ampi spazi lungo la strada che costeggia il torrente Vò, si prosegue a piedi lungo la strada, che diventa una mulattiera e sentiero CAI n. 413/a, che conduce all’ex ristorante Vò Chalet (ora chiuso) e alla cascata. Qui la vegetazione alterna abeti rossi, pini mughi, ontani e noccioli. La fauna comprende camosci e altri animali selvatici.
Una volta imboccata la mulattiera, fare attenzione a non prendere il sentiero sulla destra al bivio (CAI n. 414), che porterebbe, dopo una lunga camminata, al Passo del Venerocolo, al Rifugio Tagliaferri e poi in Valtellina (Aprica).

Cascata del Vò

Lungo il percorso si incontra un esempio di “poiàt”, una struttura realizzata con rami e piccoli tronchi utilizzata per la produzione di carbone, fondamentale per le popolazioni che un tempo vivevano in queste zone.

Struttura poiàt in Valle del Vò

L’antica mulattiera veniva storicamente utilizzata per raggiungere “la reglana”, un forno per la fusione del minerale, di cui restano tracce poco prima della cascata. Per secoli, la Val di Scalve ha sviluppato attività minerarie che fornivano ferro già in epoca romana. Scopri il Parco Minerario Andrea Bonicelli.

Mulattiera storica vicino alla Cascata del Vò

Pochi metri prima della cascata, il percorso ad anello prosegue lungo un ponticello in legno che conduce sulla sponda opposta del torrente. Attraversato il fiume, andando a destra la mulattiera (CAI n. 413) sale verso il Rifugio Tagliaferri, mentre tenendo la sinistra si ritorna alla frazione di Ronco.

Ponticello in legno in Valle del Vò

Subito dopo aver superato il ponte (senza ancora attraversarlo), si può ammirare la Cascata del Vò, una splendida cascata di 25 metri. Qui è possibile fare una sosta nell’area picnic e scattare fotografie nei pressi della cascata. Si consiglia di non avvicinarsi troppo, poiché la zona può essere molto scivolosa e pericolosa. Non essendoci cestini, si invita a riportare a valle tutti i rifiuti (anche quelli organici) nel rispetto dell’ambiente.

Cascata del Vò

Ritorno

Per il rientro si consiglia di attraversare il ponticello prima della cascata e scendere lungo questo lato del torrente.
Durante il ritorno, superata una piccola casetta per l’osservazione della fauna nei pressi di una radura verde, si può notare un altare in roccia squadrata con coppella sulla sommità e una croce sul lato: si tratta di un altare druidico, un tempo utilizzato per riti cerimoniali, che testimonia la presenza umana nella zona fin dall’antichità.
Raggiunta la frazione di Ronco e percorsi alcune centinaia di metri lungo la strada asfaltata, si torna al punto di partenza.

La Cascata del Vò, durante l’inverno, si ghiaccia e diventa una meta molto apprezzata da appassionati di fotografia e scalatori su ghiaccio.


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Informazioni sul percorso

  • Fino a 500: Fino a 500
  • 413/a - 413: 413/a - 413