Vilminore – Diga del Gleno

Indicazioni per il sentiero che dall’abitato di Vilminore di Scalve (1019 slm) porta alla Diga del Gleno, lungo il sentiero del CAI 411.

 

La Diga del Gleno si trova ai piedi del monte Gleno, una delle principali cime delle alpi orobiche. La sua vetta raggiunge un’altitudine di 2882 m. Questa che vi presentiamo è un’Escursione unica e ricca di storia. Il trekking alla Diga del Gleno, infatti, unisce la bellezza della natura della Val di Scalve al ricordo dell’immane tragedia della Diga del Gleno.

Percorso:

Partendo dalla strada statale in via A. Locatelli di Vilminore, si imbocca il sentiero delle Cappellette, contraddistinto da delle piccole cappelle raffiguranti le stazioni della via Crucis. Raggiunto il sepolcro, si deve percorrere un tratto di strada che conduce verso Meto. Sulla curva, prima di raggiungere il piccolo paese, vi è l’inizio del sentiero che porta a Pianezza. Il sentiero è indicato da un cartello.

Una volta arrivati a Pianezza, bisogna superare la fontana nella piazzetta e prendere la strada che inizia subito dietro il paese seguendo il sentiero CAI 411. Questo inizialmente attraversa dei prati e costeggia alcune baite, fino a che non raggiunge una mulattiera. Successivamente si prosegue il sentiero nel bosco, costeggiando il tubo della condotta forzata fino a raggiungere la località Pagarulì (1507 m) che si riconosce per una costruzione in cemento (dal quale parte la condotta). A questo punto il sentiero si fa più pianeggiante ed essendo al margine della montagna offre una vista mozzafiato; dopo circa 20 minuti si raggiunge la Diga.

Storia del disastro della Diga del Gleno:

La Diga fu voluta dai Viganò di Ponte Albiate (MI), proprietari di importanti cotonifici ed interessati a disporre direttamente di forza motrice. Il progetto previde, successivamente ad una variante in corso d’opera, la realizzazione di una diga ad archi multipli, all’epoca considerata una delle più moderne concezioni di ingegneria.
Il bacino, posto ad un’altitudine di 1500 metri, si riempì interamente d’acqua per la prima volta il 22 ottobre 1923 con una capacità di otto milioni di metri cubi. Questo bacino alimentava una prima centrale a 400 metri a valle che a sua volta consentiva il funzionamento di una seconda centrale. Nei mesi precedenti il crollo della Diga del Gleno vennero ripetutamente segnalate perdite d’acqua alla base e nella muratura in calce dello sbarramento.
Il 1° dicembre 1923, alle ore 7:15, la Diga del Gleno crollò, sei milioni di metri cubi di acqua lambirono l’abitato di Bueggio travolgendone la Chiesa e distrussero buona parte del paese di Dezzo. L’acqua raggiunse in seguito Angolo e Darfo, in valle Camonica, riversandosi infine nel lago di Iseo. Nel “Disastro del Gleno” persero la vita circa 500 persone.

Spazio espositivo Gleno:

Nel giugno del 2018 è stato aperto a Vilminore di Scalve, in piazza Giustizia 1, una mostra temporanea sul disastro della Diga del Gleno. Per maggiori info: CLICCA QUI

Da qualche settimana è online il nuovo portale dove viene raccolto tutto il materiale inerente la storia della Diga del Gleno, visitalo cliccando al seguente link http://www.archiviogleno.it

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