Via Mala

La storica Via Mala del fiume Dezzo, un trekking fra rocce e stracci di nubi, pareti rocciose verticali e orridi profondi.

La storica Via Mala del fiume Dezzo, un trekking  fra rocce e stracci di nubi, pareti rocciose verticali e orridi profondi.

La Via Mala del Dezzo univa la Val d’Angolo, tributaria della Valcamonica (Bs), con la Val di Scalve territorio delle Alpi Orobie Orientali. Si apriva il varco nella costa della montagna in un paesaggio di forme aspre, fra gole e orridi risalenti all’ultima glaciazione solcati dal fiume Dezzo.

L’appellativo “Mala” in passato contrassegnava frequenti percorrenze accidentate e inquietanti: i vertiginosi precipizi che terrorizzavano i viaggiatori del passato lasciano tuttora senza fiato.

Attualmente le due valli sono collegate da una strada provinciale, il cui andamento è spesso snellito da gallerie.

Il vecchio itinerario può essere tranquillamente ripercorso: per giungere sul posto occorre portarsi in Val Camonica a Darfo Boario Terme, salire ad Angolo Terme e proseguire in direzione della Val di Scalve.

Dalla prima galleria, si percepisce un ambiente selvaggio dai toni cupi ed essenziali, in cui il tempo sembra essersi fermato. Proseguendo sulla strada a tratti stretta e tortuosa, si passa una seconda galleria.

Uno spiazzo sulla destra mostra dove poter sostare e proseguire a piedi;  l’area è facilmente riconoscibile perché nei pressi di una ex casa cantonera recentemente ristrutturata.

Il  percorso turistico è stato messo completamente in sicurezza, è lungo circa 2 km e si sviluppa sulla vecchia strada scavata nella roccia con uno strapiombo di 80 metri sopra il fiume Dezzo.

Si carica di una potenzialità emotiva particolarmente intensa: profili decisi affacciati sul vuoto, pareti rocciose inghiottite da voragini impressionanti, le più profonde di tutto il vallone. Durante il tragitto si incontrano formazioni geologiche differenti, distinte da vari stadi di erosione.

Un balcone panoramico a sbalzo offre una visione complessiva dell’orrido della Via Mala. Il ripristino del tratto ha favorito, inoltre, la possibilità di lambire il greto del fiume Dezzo e di raggiungere poi la “cascata di travertino”, capovolgendo la visuale di fronte agli strapiombi che dal basso ci sovrastano come aggrappati al cielo.

Terminato il percorso e ripresa la strada provinciale, in breve tempo la Via Mala ci consegna ai panorami verdeggianti della Val di Scalve dove la presenza sottile dell’uomo si manifesta insieme con la forza selvaggia della natura, che attraversa senza sottometterla.