In MTB ai laghetti del Veneroccolo

I punti panoramici da brivido, la natura incontaminata, i laghetti naturali d’alta quota con tutte le tonalità del verde e dell’azzurro, una serie di guadi da attraversare e mirtilli da cogliere

Tappe principali: Schilpario – Vivione – Passo del Gatto – Laghetti del Veneroccolo – Schilpario

Test e collaudo: Gian Pietro M. – Nicola T.- Riccardo P. – Alex B.
Giudizio:

Buono: percorso che richiede discreto allenamento e buona padronanza della MTB. Con un po’ di fortuna c’è la possibilità di intravedere qualche marmotta. Possibilità di rifornirci di acqua lungo tutto l’itinerario. Si consiglia di affrontare il percorso con una Full e l’attrezzatura adeguata per alta quota.

Consigli tecnici:

Portiamo sempre con noi prudenza, educazione, rispetto e cortesia. Fare attenzione alle deviazioni evidenziate. Valutare bene le condizioni meteo prima di partire.

Percorso: 

Il punto di partenza è il piazzale degli Alpini a Schilpario. Cominciamo questo percorso mantenendoci sulla lunga, ma tranquilla, salita di 12 km fino a raggiungere il Passo del Vivione. Raggiunto il Passo e dopo aver scattato una fotografia di ricordo, prendiamo a sinistra lo sterrato che aggira lo stagno e seguiamo le indicazioni del sentiero CAI 416 per il Passo del Gatto e Rif. Tagliaferri.

Dopo un breve tratto di sterrato in piano, guadiamo un torrente ed al primo bivio manteniamo la destra sul segnavia CAI che incomincia a salire e lo seguiamo fedelmente. Da questo punto comincia il tratto più impegnativo che per circa due ore, fino al Passo del Gatto, ci obbliga a frequenti cambi d’assetto spinta/pedalata costringendoci in alcuni casi al trasporto a spalla della nostra MTB, soprattutto nella seconda ora di salita.

Questo tratto è caratterizzato da numerose sorgenti e venute d’acqua, tanto da formare nella parte bassa della conca di Val Bona l’omonimo laghetto dalla caratteristica forma a cuore. La forte presenza di acqua ci consente di procedere con una scorta minima di liquidi nello zaino, ottimizzando il carico in spalla.

Oltrepassato il lago, il salto di quota sul percorso è rapido, questo offre panorami da brivido ma ci obbliga a innalzare il grado d’attenzione e prudenza durante la salita. Nella parte più alta, fino al passo del Gatto a quota 2415, l’aria si fa più rarefatta ma le pendenze diminuiscono di nuovo concedendo ai più tenaci qualche decisa pedalata. La presenza di acqua abbondante, una buona esposizione e le chiazze erbose sul percorso sono habitat perfetto per le vipere, PRESTARE ATTENZIONE!!

Dal Passo del Gatto, dopo esserci rifocillati e immortalati con scatti indimenticabili, proseguiamo prestando attenzione al sentiero in discesa, fino a giungere ai laghetti di San Carlo che offrono un altro spettacolare panorama. Dopo un breve tratto in discesa la quota riprenderà a salire obbligandoci di nuovo a spingere la nostra MTB.

ATTENZIONE ALLA DEVIAZIONE SUCESSIVA

Giunti in sommità della salita proseguiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Schilpario e Vò CAI 414. (Fuori traccia, a destra per 100 metri si giunge al Passo del Veneroccolo, punto d’arrivo della ciclabile d’alta quota proveniente dall’Aprica).

Mantenendo lo sguardo a destra, s’intravedono i laghetti del Veneroccolo, quanto di più bello possa offrirci la natura lungo questo itinerario, luogo perfetto per un’ulteriore sosta. Riprendiamo a seguire fedelmente il sentiero CAI 414 che ci impegnerà in una lunga e tecnica discesa attraversando un torrente ed in caso di pioggia una serie di guadi. Il sentiero più a valle diventerà strada sterrata fino a incrociare sul fondovalle il percorso pianeggiante che a destra porta alle cascate del Vò.

Proseguiamo a sinistra, lungo la strada che diventa asfaltata fino allo stop. Andiamo a sinistra, seguiamo la salita d’asfalto e ci portiamo verso Schilpario passando per il centro. Arrivati alla piazza centrale, teniamo la destra in via Padre Maj fino allo stop. Andiamo a destra, dopo pochi metri si svolta a sinistra e torniamo al punto di partenza.