Baccalà e licheni
Il Baccalà e licheni è una ricetta storica che è giunta a noi grazie alla testimonianza di Silvana Gregori per il Nono Quaderno del Museo Etnografico di Schilpario.
Anche se lo chiamiamo baccalà, in realtà il protagonista è lo stoccafisso infatti in passato veniva scelto perché era più economico e facile da conservare a lungo nelle dispense di montagna. Poiché lo stoccafisso è molto duro a causa dell’essiccazione, la preparazione richiedeva energia: il pesce veniva appoggiato su un ceppo di legno e battuto con forza per ammorbidirlo, prima di essere tagliato a pezzi e messo in ammollo. Contemporaneamente si raccoglievano i licheni freschi, che andavano puliti con cura da muschio e rametti, fatti bollire e poi strizzati. Una volta pronti, i pezzi di pesce bolliti e sminuzzati venivano mescolati ai licheni in una ciotola. Il tutto si condiva in modo semplice con un filo d’olio o con dello strutto fuso insaporito dall’aglio. Questo piatto veniva solitamente servito freddo.