Museo etnografico

Il principale scopo del museo è di conservare il patrimonio storico e culturale della realtà della Valle di Scalve.

Schilpario | Musei

Il principale scopo del museo è di conservare il patrimonio storico e culturale della realtà della Valle di Scalve.


Nel contempo esso ha la sua ragion d’essere nella volontà di tramandare alle nuove generazioni la memoria storica relativa agli usi e costumi degli abitanti dello stesso luogo.


Visite Guidate 2018:

tutti i sabato di luglio e agosto alle ore 16:30 presso il Museo Etnografico.


Orari d’apertura 2018:

Il museo è aperto nei giorni di Mercoledì e Sabato, dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00.

E’  possibile prenotare visite guidate contattando la segreteria del museo o l’ufficio turistico.


Costi d’ingresso 2018:

Individuali:
con visita guidata: € 5,00
ingresso libero: € 3,00

Gruppi (minimo 10 persone):
con visita guidata: € 3,00
ingresso libero: € 1,50

Ingresso gratuito:
accompagnatori, bambini al di sotto di anni 10, persone diversamente abili, residenti della Val di Scalve, anziani sopra i 65 anni.

Promozione famiglia:
ogni due adulti con ingresso individuale da diritto ad in ingresso omaggio per il proprio figlio.


L’attenzione è quella di non sganciare i reperti dall’ambiente di riferimento ma di mantenere con questo uno stretto legame, di lanciare ponti e collegamenti tra il museo e le altre realtà presenti sul territorio atte alla trasmissione di ciò che è stato.

Lo stesso è stato allestito nel 1986 ma già negli anni ’70 era stata espressa la volontà da parte del Comune di rilevarne la struttura per poi realizzarlo.


Le attrezzature, i documenti e gli oggetti custoditi al suo interno sono stati raccolti da volontari e riguardano attività lavorative antecedenti gli anni ’50  e ‘60 del XX secolo quali:

1 -l’attività agricola e dell’allevamento;

2 -l’attività della silvicoltura;

3 -l’attività artigianale;

4 -l’attività mineraria.


Vi sono poi riferimenti all’emigrazione, fenomeno particolarmente acuto in Valle negli anni che vanno dal 1890 al 1920, e reperti relativi alla vita quotidiana e familiare.


Importante è sottolineare la presenza di un telaio con cui un tempo si tesseva la tela, di un mulino con cui si produceva la farina, di una macina e di un torchio per la produzione dell’olio di lino, utilizzato come combustibile nelle lampade, come alimento e come medicinale.


Infine è da rilevare che è in atto un riallestimento che proporrà un’esposizione periodica a tema: quello del 2015 è stato “L’antico dialogo dell’uomo con la Natura” nell’ambito dell’attività agricola e dell’allevamento, quello del 2016 e di parte del 2017 ha portato il titolo “Educazione e scuola d’altri tempi in Val di Scalve”. Attualmente il percorso museale riguarda la dimora e la vita di un tempo nella stessa Valle ed è articolato in diversi nuclei tematici.


La dimora di un tempo

LA  VITA E IL LAVORO DELLA DONNA: il campo e l’orto, il lavatoio, la filanda, il canto, le leggende;

LA VITA E IL LAVORO DELL’UOMO: il boscaiolo, il minatore, il falegname, il calzolaio, l’osteria, la caccia, la guerra, l’emigrazione.



THE ETHNOGRAPHIC MUSEUM OF SCHILPARIO

 The main purpose of the museum is  to preserve the historical and cultural heritage of the Valle di Scalve.  At the same time it has its raison d ‘ être in the desire to pass on to new generations the historical memory concerning the customs and traditions of the inhabitants of the valley. Its aim is to maintain a strong connection between past and present and create links between the museum itself and the other operators and facilities working in the area, in order to  remind what life was like in Schilpario in the past.

The museum was set up in 1986 but in the 1970s the municipality had already expressed the willingness to realize it. 

The equipment, the documents and the objects stored inside were collected by volunteers and  concern  work activities prior  to the 1950s and 1960s such as:

  • Agriculture and livestock;
  • Forestry activities;
  • The craft;

There are also references to emigration, a  particularly acute phenomenon in the Valley over the years ranging from 1890 to 1920, and artifacts related to daily life and family.

Among the most important objects are a loom for weaving the canvas, a mill which was used to produce flour, a millstone and a press for the production of linseed oil, used as fuel for lamps, as food and as medicine.

 

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