Pescare nei laghetti di alta montagna

la stagione apre dal 1 Maggio fino alla prima domenica di ottobre

In tutta la Val di Scalve si esercita la pesca libera con normale licenza di pesca tipo “b”.
Si pesca principalmente trote fario, ma si possono trovare anche delle iridee, marmorate e dei salmerini alpini e di fonte ( soprattutto alla diga del Gleno ).


Le misure consentite per la trota fario in base alla nuova normativa è di 25 cm e un numero massimo di 4 pesci giornalieri.

Ricordiamo inoltre, oltre al limite giornaliero di 4 capi di salmonidi, il limite massimo giornaliero tassativo di:

  • 1 capo di trota Marmorata e i suoi ibridi ( misura minima 40 cm)
  • 1 capo di trota lacustre (misura minima di 40 cm )
  • Divieto assoluto di trattenere il Temolo
  • Divieto di pesca con pesce vivo.

La pesca apre la prima domenica di febbraio fino alla prima domenica di Ottobre.


Pescare nei laghetti di alta montagna

E’ possibile pescare nei favolosi laghetti di alta montagna: la stagione apre dal 1 Maggio fino alla prima domenica di ottobre.

La diga del Gleno

E’ un laghetto posto 1505 metri s.l.m. da dove nasce il torrente Povo.
Si può raggiunge seguendo i diversi sentieri che partono da più punti.

Come raggiungere la diga del Gleno  

Laghetto molto bello per pescare e risulta essere affascinante anche dal punto di vista paesaggistico. Sono presenti  trote fario e salmerini alpini e di fonte.


Laghetti del Varro e di Cornalta

Dall’unione di questi 2 laghetti posti a 2230 metri s.l.m. nasce il torrente Tino.
Per raggiungerli si risale il sentiero CAI 412 che parte dalla frazione di Vilmaggiore. Prende circa 4 ore di cammino su un percorso lungo e piuttosto impegnativo dato dal dislivello.
Due bellissimi laghetti dove la pesca è di cattura difficile. Sono presenti  trote fario e salmerini alpini e di fonte.


Laghetto del Venerocolo

Posto tra la Val di Scalve e la Valtellina, a quota 2300 metri s.l.m.
Per salire, si può scegliere di seguire dal passo del Vivione il sentiero CAI 416 in circa 4 ore. Oppure salendo dalla valle del Vò seguendo il sentiero CAI 414 in altrettante 4 ore.
Laghetto di difficile cattura ma di suggestivo paesaggio.
Sono presenti  trote fario e salmerini alpini e di fonte.

Salendo dalla valle del Vò si può pescare nel torrente del Venerocolo, molto bello e di difficile cattura con un livello di difficoltà medio.


Laghetti delle valli e dintorni

Dal passo del Vivione ci si può muovere nel raggio di un paio d’ore di cammino, trovando splendidi laghetti alpini classificabili come non pescabili: il lago di Valbona e il lago di Asinina.
Nel lago di Valbona non sono presenti pesci per mancanza alimentare.
Il laghetto della val Asinina ospita il salmerino americano di forma nana che, data la sua piccola taglia per natura, non raggiunge i 20 cm e quindi non è possibile tenere il pesce.


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