Per leggere il regolamento di pesca completo per l’anno 2020, visita questo link

 


In tutta la Val di Scalve si esercita la pesca libera con normale licenza di pesca tipo B.
Si pesca principalmente trote fario, ma si possono trovare anche delle iridee, marmorate e dei salmerini alpini e di fonte (soprattutto alla diga del Gleno).
 


In base alla normativa, la misura minima consentita per la trota fario è di 25 cm e un numero massimo di 4 pesci (salmonidi) giornalieri.

 

Ricordiamo che, fermo restando il limite giornaliero di 4 capi di salmonidi, il limite di cattura giornaliero per pescatore prevede il limite tassativo di: 1 capo di trota marmorata e i suoi ibridi (misura minima 40 cm); 1 capo di trota lacustre (misura minima di 40 cm).
Si ricorda anche che vige il divieto assoluto di trattenere il Temolo.
 

Fermo restando i limiti numerici di cui sopra, il pescatore non può catturare e detenere giornalmente più di 3 kg complessivi di fauna ittica. Questo limite di peso può essere superato nel caso di cattura di un ultimo esemplare di grosse dimensioni. Al raggiungimento dei limiti di detenzione, è fatto obbligo di cessare l’attività di pesca.
I limiti di cattura non si applicano in occasione di gare e manifestazioni di pesca.
 

Nelle acque della Val di Scalve vige anche il divieto di pesca con pesce vivo.
 


Per il 2020 la pesca apre l’ultima domenica di febbraio fino alla prima domenica di ottobre.
Nei laghi alpini sopra i 1.500 metri è vietata la pesca dalla prima domenica di ottobre al primo
maggio.
 


Zona vietata alla pesca

In Val di Scalve esiste una zona severamente vietata alla pesca (zona di crescita) situata a Schilpario: comprende il tratto di fiume (circa 800 metri) che dal ponte della Contrada Forno (Via Forno Vecchio), sale fino ad arrivare alla seconda cascata sotto il Bar Funtanì in Località Santa Elisabetta (polo sportivo).